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Urania - Racconti d'appendice
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LE MERAVIGLIE DELL'AVVENIRE

La nuova epoca sarà un'epoca di elettricità, e la forza sarà generata artificialmente o sarà presa nel grande magazzino della natura. Utilizzeremo le onde elettriche dell'aria e della Terra, utilizzeremo questa potenza meravigliosa allo stato naturale... ed i fili metallici saranno cosa del passato. La raccoglieremo, e la accumuleremo dalla terra stessa e dall'aria per sfruttarla secondo il bisogno.
E quando potremo utilizzare meglio le forze inesauribili della natura quanti vantaggi non potremo avere ancora! Non è una pazzia l'immaginare che si istituiscano compagnie per la somministrazione di forza elettrica naturale, per l'illuminazione, per il riscaldamento ecc..
I tecnici ammettono che in un avvenire più o meno lontano, se continuasse il consumo presente, si andrebbe incontro a una carestia di carbone; ma i nuovi trovati dovranno certamente diminuire di molto il consumo del "pane nero". Già uno scienziato annunzia di aver trovato modo di giovarsi dell'acqua come combustibile. Egli (è un chimico dotto e sperimentato) dice di aver constatato che un calore perfetto si ottiene dalla combustione di una parte di ossigeno con due di idrogeno. Ora l'acqua è composta appunto di queste due sostanze nelle accennate proporzioni. Perché non si dovrebbe e potrebbe farla bruciare? Dopo molti anni di studio egli afferma di avere potuto finalmente costruire un apparecchio praticissimo che scompone l'acqua nei suoi due elementi e li condensa in forma di gas combustibile. Egli una volta mostrò ai suoi amici una stufa semplicissima all'aspetto, ma priva di legna o di carbone. Vi versò dentro dell'acqua e tosto si produsse una vampata fulgidissima, che emanò intenso calore. L'acqua era bruciata, senza mandare vapore, senza lasciare residuo.
C'è infine uno scienziato che pensa a trar partito da un'altra forza che sinora era stata considerata soltanto con terrore: la forza dei vulcani, il calore interno delle viscere della terra. "Col tempo" egli dice "vedremo i vulcani circondati di fabbriche..."

FINE