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Urania - Racconti d'appendice
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LE VERGOGNE DI MIDVALE - Harvey Jacobs
Titolo originale: Things are seldom

Quando arrivò, il funzionario di Washington scese all'Hamilton Hotel come un comune commesso viaggiatore. I pasti li consumava al Bertha's Diner come tutti. Andava al cinema Bijou in Main Street, scambiava quattro chiacchiere nella hall dell'albergo, e guardava la televisione all'apparecchio in bianco e nero della sua stanza. Il suo aspetto era del tutto normale, il comportamento prevedibile, le idee conservatrici. L'unica differenza, l'unica cosa che tutti notarono, ma senza darle importanza, fu che si fermò troppo a lungo.
I commessi viaggiatori andavano e venivano dal Centro Midvale, cuore di una fiorente comunità che equilibrava l'industria con l'agricoltura. I prodotti di Midvale andavano in tutto il mondo. Là arrivavano gruppi di studio da scuole superiori di economia e commercio per rendersi conto del perché la città era considerata «a prova di crisi». Persino le condizioni atmosferiche erano ottime, e il tenore di vita della cittadinanza suscitava l'invidia delle altre città. Midvale sembrava uno splendido esempio di tranquilla e onesta pianificazione. Sorta nel 1945, contemporaneamente all'Era Atomica, era prosperata negli anni '70. Tutti gli inevitabili problemi erano stati affrontati e risolti, e in modo tale che neppure i giovani abbandonavano la città. Dopo il servizio militare, dopo anni di università, dopo essersi dati alla pazza gioia tornavano a Midvale per restarci.
Quando arrivò il funzionario di Washington, dunque, nessuno gli fece caso. E perché avrebbero dovuto? Era semplicemente uno venuto a Midvale per fatti suoi. In quel piccolo centro tutti rispettavano la vita privata degli altri, soprattutto degli stranieri. Solo che quel tale era lì da troppo tempo, ormai, e non parlava mai del suo lavoro o delle sue aspirazioni. Dopo cinque settimane, gli ospiti dell'albergo cominciarono a commentare tra sé. Dopo sei settimane, cominciarono a fare commenti con gli altri. Nessuno sapeva che l'uomo era un funzionario governativo, naturalmente, neppure il capo della polizia, o il sindaco.
L'addetto al bureau dell'Hamilton aveva una sua teoria. L'uomo faceva molte telefonate. Portava sempre con sé una valigetta diplomatica quasi fosse una sua appendice. Ogni sera, al tavolo d'angolo del Jewel Bar, scriveva appunti. Era possibile che il «sindacato» stesse vagliando l'eventualità di portare il vizio organizzato a Midvale? L'addetto al bureau la pensava così, e non ne faceva mistero.
Dopo tutto, la città era ricca e fiorente, e prosperava a vista d'occhio. Era ora che le forze del male bussassero alle sue porte. Se il funzionario di Washington avesse saputo quello che andava dicendo l'addetto al bureau, si sarebbe fatto una bella risata. Ovviamente, lui rappresentava, invece, le forze del bene e della giustizia, logico.

Mary Helmley, una donna alta, magra, sui trent'anni, seppe la verità sul funzionario di Washington dal marito Paul.
- Ciao, tesoro - disse Paul una sera tornando dal lavoro.
- Come stanno i bambini?
- Bene, caro - rispose Mary. Si sentiva particolarmente in forma quella sera. Indossava un vestito nuovo e si era rifatta il trucco. Si era messa in ghingheri senza una ragione particolare.
- Hai un aspetto splendido - le disse il marito.
- Grazie, sei molto gentile.
- Hai sentito del dottor Philbin?
- Sentito cosa? L'ho visto oggi per una visita di controllo. Non dirmi che gli è successo qualcosa. Oh, ti prego, non dirmi una cosa del genere.
Mary Helmley sentì una stretta al cuore. Cosa aveva il dottor Philbin? Era malato, morto, o aveva vinto il Premio Nobel? Lei adorava il giovane medico che, con abilità e saggi consigli, l'aveva trasformata, da donna debole e depressa, in una persona sana ed equilibrata. L'aveva anche spinta ad avere un secondo figlio proprio quando lei ormai non ci sperava più. Ora, mentre Paul si versava un whisky, la bambina era di sopra, a dormire nella sua stanza.
- Aspetta di sentire che cos'è successo.
- Ma di che si tratta?
- L'hanno arrestato. È un truffatore. Mai stato all'università. Un funzionario di Washington l'ha portato via nel pomeriggio.
Mary Helmley si sentì svenire. Annaspò, trovò una sedia, e dopo aver riacquistato l'equilibrio si sedette.
- Che te ne pare? Incredibile, no? Che effetto fa scoprire che il caro medico di famiglia è un imbroglione?
Di colpo, Mary Helmley si rivide distesa nuda sul lettino, intenta ad ascoltare la voce suadente del medico che effettuava la visita di controllo per scoprire eventuali segni di pericolo.
- Proprio così. Si dice che non solo non è medico ma che è già stato arrestato una decina di volte proprio per essersi fatto passare per professionista. L'ultima volta si era spacciato per avvocato. Prima, per ingegnere. E prima ancora, insegnante, dentista, contabile, investigatore, ufficiale dei Marines, psichiatra, produttore cinematografico e... senti un po' questa, Mary, anche veterinario. Ma ci pensi, veterinario! Dicono che è di Chicago e che non ha nemmeno finito le elementari.
- Mi sento male.
- No, ti prego - disse Paul ridendo. - Non saprei chi chiamare. Il Central City manderà in città un'equipe medica provvisoria finché non troveremo un sostituto.
- Ma il dottor Philbin è un medico fantastico. Un uomo meraviglioso. Ha operato Charlie di appendicite!
- Come se non lo sapessi. A proposito, dov'è Charlie?
- È a cena dai Jackson. Il dottor Philbin ha fatto nascere Noreen.
- So anche questo, e ci sono le matrici degli assegni sbarrati a provarlo. Eppure, è un truffatore. Uno di quei casi incredibili di cui si legge sui giornali ma che nessuno pensa che possano capitare proprio a lui. Il dottor Philbin è un genio del crimine. È matto da legare, e cambia personalità ogni due anni. Il funzionario di Washington ha detto ai giornalisti che è stata una fortuna arrestarlo prima che potesse rovinare qualcuno. Capisci? Quell'uomo non aveva mai fatto un minimo di pratica.
- Pazzesco. Mi vengono i brividi. Sono stata da lui proprio oggi. Pensa, ero là nuda, nel suo studio.
- Me ne rendo conto. Non pensare che mi faccia piacere. Ha visitato anche me. E mi ha fatto delle iniezioni. La vaccinazione antipolio. Neanche questo mi fa piacere. Ma è solo fiato sprecato.
- Deve trattarsi di un errore.
- No. Nessun errore. L'hanno già portato al carcere provinciale. Può darsi che lo estradino a New York. È là che si è fatto passare per Veterinario.
- A New York?
- Sì, curava gli animali dei ricchi. Cani, gatti, pappagalli. Anche cavalli. A New York metterebbero una mano sul fuoco per lui. Certo che deve essere un uomo notevole.
- Lo è! Anzi, lo era - disse Mary piangendo.
- Piangi per un imbroglione?
- Non so cosa pensare. Il dottor Philbin mi piaceva. Non ci ha forse aiutati con la bambina? Non è stato di grande aiuto anche a me? Non so se piango per questo o per l'imbarazzo. Ero nel suo studio proprio questa mattina. Hanno arrestato anche Charlotte?
- L'infermiera? No. Lei non ha mai sospettato niente.
- Povera Charlotte. In giro si diceva che lei e il dottor Philbin fossero innamorati.
- Oh, a proposito... Philbin aveva una moglie per ogni sua identità. Charlotte deve considerarsi fortunata che l'abbiano scoperto in tempo.
- A Midwale non era mai successo niente del genere - disse Mary Helmley.
- Puoi ben dirlo.
- Spero che non gli facciano del male.
- Si prenderà da cinque a dieci anni. Un uomo come lui è una minaccia per la società.
- Credo che tu abbia ragione.
- Io ne sono sicuro.

A Midvale tutto tornò normale fino all'arrivo di un altro funzionario di Washington. Questa volta la sua identità non fu più un segreto.
Ormai quelli dell'Hamilton erano pronti a fare congetture su chiunque si fermasse per più di tre giorni. E avevano ragione.
- Hai sentito la notizia su Harry Burns? - chiese Paul a Mary, una sera.
- Che notizia? È venuto oggi:i riparare il televisore a colori.
- Non è affatto un tecnico della televisione. Non ha mai toccato un apparecchio in vita sua prima di venire qui e mettere l'insegna su un negozio.
- No!
- Un funzionario dell'Ufficio per la Protezione del Consumatore è andato ad arrestarlo non più di un'ora fa.
- Santo cielo, ma è stato qui oggi! Gli ho dato quindici dollari.
- Harry Burns è un tecnico della televisione come lo sono io. Per fortuna l'hanno beccato prima che provocasse un incendio o qualcosa di terribile.
- Ma il nostro televisore l'ha aggiustato. Voglio dire che adesso funziona bene.
- T'è andata bene. Quell'Harry Burns che è venuto qui oggi, è ricercato in dieci stati per reati che vanno dalla falsificazione agli atti illegali.
- E dici che non ha mai riparato un televisore in vita sua?
- Mai.
- Ci dovrebbero essere delle norme più rigide - disse Mary Helmley.
- Parole sante. Se l'hai pagato con un assegno, faccio in tempo a bloccarlo.
- Ma ha riparato l'apparecchio!
- Questo non ha importanza, cara. Non capisci?
- Sì, sì, capisco benissimo. Comunque, l'ho pagato in contanti.
- Siamo sfortunati - disse Paul sorridendo. Poi prese la moglie tra le braccia. - Bella la vita nella nostra Midvale, eh?
Dopo gli episodi del dottor Philbin e di Harry Burns, non provocò poi molto scalpore l'arresto di Mortimer Tappler, il macellaio, accusato di vendere carne di cavallo.
- Abbiamo mangiato polpette proprio ieri sera - disse Mary al marito quando lui tornò a casa con la notizia.
- Nel modo in cui le prepari tu, non ho mai notato un accidente - disse il marito.
- Dipende dagli aromi. Danno un gusto diverso.
- Mia madre non ha mai usato gli aromi. Ne sono cambiate di cose dai tempi in cui vivevo a Sain Looie.
- Tua madre cucina benissimo.
- Ma non ha mai usato gli aromi. Non li avevo mai nemmeno sentiti nominare prima di incontrare te, Mary.
Poi, fu la volta del callista. Quindi toccò alla donna del mercato ortofrutticolo. Seguirono l'ottico, il sindaco, e l'intero corpo di polizia. Poi arrestarono il direttore della scuola, il proprietario della più importante industria di Midvale, produttrice di parti elettroniche che Mary Helmley non cercò neppure di capire cosa fossero, e Homer Train, che lì chiamavano «il piccolo Luther Burbank» per la sua abilità con le piante e i fiori, e gli incroci che otteneva con il bestiame. Ognuno di loro era arrivato a Midvale da qualche altro posto (come la maggior parte degli adulti) e neppure uno era quello che sembrava. Erano tutti falsi e disonesti come il Padrino, con gli armadi pieni di fantasmi urlanti.
- Siamo arrivati al punto che non si sa più dove andare a comprare - disse Mary Helmley al marito.
- E non basta. La città è finita sulle riviste più diffuse. È diventata uno scandalo nazionale. Povera Midvale. In città circola la voce che vogliano buttarla giù con i bulldozer, rifarla dalle fondamenta, e disperdere la gente.
- Questa mi sembra un'esagerazione - ribatté lei.
- Esistono sempre gli esagerati. Eppure, bisogna ammettere che il principio non è sbagliato. Oggi è stato incriminato Sam Tokker. I vestiti che vendeva contenevano il trenta per cento di lana di yak invece di poliestere di nylon come indicato sull'etichetta.
- Ho comprato un completo pantaloni da lui lunedì scorso.
- L'hai fatto addebitare sulla carta di credito?
- Oh, no. Mi dispiace, tesoro.
- Mary, ti avevo detto...
- Sì, è vero. Ma il fatto è che avevo parecchi contanti...
- Ti avevo espressamente...
- Sì, hai ragione.

Vennero a prendere il piccolo Charlie lo stesso giorno in cui arrestarono Paul. Charlie non era affatto un bambino, ma un nano che prima lavorava in un circo. Mary Helmley ne fu molto seccata. La scoperta, poi, che Paul non si era mai laureato in farmacia fu la classica goccia che fa traboccare il vaso. Il diploma se l'era fabbricato da sé, e tutte le ricette le prescriveva per intuito e istinto.
Il funzionario di Washington disse che era una fortuna che non fosse successo niente a nessuno. Mary si dichiarò d'accordo.
- Mamma - disse al telefono - adesso che il dottor Philbin se n'è andato e Paul e Charlie sono stati smascherati per quello che sono, penso proprio che prenderò la bambina e me ne andrò da Midvale. Non c'è quasi più nessuno. Oggi il gestore del distributore ha ammesso di aver venduto benzina diluita con acqua di rubinetto. Al negozio di liquori si stampavano da soli le etichette di liquori famosi e le attaccavano sulle bottiglie. Torno a casa se mi vuoi.
- Non essere vile - disse la madre di Mary. - Ricorda cosa diceva sempre tuo padre: «Resisti». Senza contare che sta succedendo la stessa cosa dappertutto.
- Forse hai ragione. Paul uscirà tra una decina d'anni per buona condotta. Si comporterà molto bene, ne sono sicura. L'ha sempre fatto, del resto.
- Sì, Mary, sono d'accordo.
- Magari mi fermerò a Midvale fino a Natale. A proposito, ho scoperto che l'albero di plastica che ho comprato lo scorso anno è autentico. L'avevano verniciato con un conservante chimico. Adesso sta cadendo a pezzi.
- Senti, senti! Immagino che ci siano aghi dappertutto.
- Infatti. Non ti dico la confusione e il disordine. Mah! È la vita.
- Una donna non finisce mai di lavorare.
- Adesso poi che hanno isolato tutta la città per tenere lontani quegli orribili giornalisti con le loro telecamere e le domande e le storie, diventa un problema anche andare in campagna a comprare un albero di plastica.
- I problemi sono il sugo della vita - disse la madre di Mary Helmley. - Lo diceva sempre anche tuo padre. A proposito, tesoro, non era proprio tuo padre. Il tuo vero padre era un acrobata.
- Adesso capisco perché la bambina è così agile.
- Beh, ti saluto. E stai su con la vita.
Mary Helmley depose il ricevitore e cominciò a preparare tutto per la visita delle socie del circolo di bridge. Aveva appena il tempo di mettere i biscotti in forno, preparare un bricco di tè, e fare i segni sulle carte da gioco.

FINE