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Urania - Asimov d'appendice
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LA FONDAZIONE

In occasione dell'uscita in libreria del primo volume de «I Massimi della Fantascienza», che comprende tutti e quattro i romanzi del ciclo della Fondazione, di cui l'ultimo ancora inedito in Italia, l'autore, Isaac Asimov, ci ha, simpaticamente, fatto avere una microstoria della sua saga, dedicata ai suoi lettori italiani. Eccovela.

Il ciclo della Fondazione ha avuto il suo inizio nel 1941, quando avevo appena ventun anni, ed era destinata ad apparire su Astounding Science Fiction, la più importante rivista di fantascienza degli anni Quaranta. Il primo episodio comparve nel numero di maggio del 1942, e mi venne pagato un centesimo a parola. Gli altri furono pubblicati in seguito, fino al gennaio 1950, epoca in cui il mio compenso era arrivato alla favolosa tariffa di due centesimi a parola.
Cominciò così. Comunque, dopo aver lavorato per otto anni a quel ciclo, avevo raggiunto la saturazione. Il mio guadagno totale, per più di 200.000 parole, era stato di 3.641 dollari, e mi sembrava soddisfacente. Ogni episodio della serie rimaneva in edicola per un mese, poi, con la resa del fascicolo che lo conteneva, scompariva. Non pensavo che qualcuno potesse mai rileggerli a eccezione dei pochi collezionisti che conservavano i vecchi numeri di Astounding.
Nel 1950, invece, alcuni editori cominciarono a pubblicare fantascienza in volumi veri e propri. Chi l'avrebbe mai creduto! Un piccolo editore, la Gnome Press, progettò di pubblicare il ciclo della Fondazione in tre volumi. Accettai la proposta e - sorpresa numero uno - i libri vennero pubblicati davvero, nel 1951, '52, e '53. I titoli furono: Foundation, Foundation and Empire, Second Foundation.
La Gnome Press, però, era una piccola Casa Editrice, e i libri non ebbero l'appoggio di una adeguata pubblicità, così le vendite furono alquanto modeste. In proposito io ebbi pochissimi dati dall'editore. A tutto il 1961 i libri mi avevano fruttato circa 1.500 dollari, e proprio non credevo che ne avrei ricavato di più. Ero convinto di nuovo che il ciclo della Fondazione avesse dato tutto quello che poteva.
Ma poi, Doubleday, il più grande editore commerciale degli Stati Uniti, che aveva già pubblicato altri miei romanzi, decise di accaparrarsi anche quel ciclo. Ne acquistò i diritti nel '61, ne fece una sua edizione, e ristampò i tre romanzi anche in un unico volume, sotto il titolo Trilogia della Fondazione. Fatto questo, i libri - sorpresa numero due - cominciarono a vendersi bene, e ogni anno che passava vendevano sempre meglio. Quando la Doubleday mi disse che alcuni editori volevano acquistare i diritti del ciclo per riproporre i tre volumi in edizione economica, sulle prime credetti che volessero scherzare.
Non fu solo una storia di denaro. Nel 1966 - sorpresa numero tre - alla Convention mondiale di fantascienza tenutasi a Cleveland, nell'Ohio, gli appassionati presenti al raduno votarono la Trilogia della Fondazione per il premio Hugo al miglior ciclo di FS di tutti i tempi. Io c'ero, e rimasi paralizzato quando sentii il nome del vincitore. Mi dovettero schiodare dalla sedia.
In tutto quel tempo, Doubleday aveva insistito con me perché scrivessi un quarto volume, ma io avevo sempre nicchiato. Non avevo più scritto niente sulla Fondazione sin dal 1950, e più il tempo passava più acquistavo la certezza che non sarei riuscito a calarmi di nuovo nel giusto atteggiamento mentale: non erano più gli anni Quaranta, né io ero più un ventenne.
Nel 1981, però, la Doubleday non era più disposta ad attendere, e mi fece un discorso chiaro e inflessibile. Decisi quindi di provarci. Mi misi d'impegno e scrissi un romanzo di 140.000 parole, Foundation's Edge, che fu pubblicato nell'ottobre del 1982.
A questo punto arrivò la sorpresa numero quattro, la più grossa di tutte. Appena pubblicato, il libro entrò nella lista dei bestsellers compilata dal New York Times e da Publishers Weekly, e ci rimase per venticinque settimane. Foundation's Edge era il mio 262° volume, e nessuno dei 261 precedenti era mai comparso in quella lista. Avevo quindi tutte le ragioni per pensare di essere un esperto nel non entrare in classifica, e questo significa che non mi chiedevo mai se con il prossimo libro avrei trovato il mio nome in elenco, e vivevo tranquillo. Adesso mi è calata addosso l'incertezza, e la mia pace è finita.
Non è finito però il potenziale di sorprese. Il ciclo Fondazione ha ancora in sé la capacità di stupirmi. La Casa Editrice Mondadori, che ha già pubblicato un buon numero di miei libri, ha dato il via a una nuova collana, che avrà l'elegante veste tipografica dei libri europei. E per cominciare, l'Editore ha scelto di pubblicare in un unico volume tutti i romanzi del ciclo.
Come tutte le sorprese che mi ha riservato la mia Fondazione, anche questa è molto piacevole. Sono orgoglioso di essere stato inserito in questa nuova collana, e felice di incontrare, in una nuova veste, tutti i miei simpatici lettori italiani. Dato che non viaggio, non li posso incontrare di persona, ma i miei libri sono, a mio giudizio, più belli di me - in questa edizione lo sono sicuramente - quindi ora c'è la possibilità di avere il massimo della mia parte migliore.
Quale ulteriore sorpresa, Foundation's Edge ha vinto recentemente il premio Hugo per il miglior romanzo del 1982.

FINE