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Urania - L'autore in appendice
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EDGAR PANGBORN - Marzio Tosello

Edgar Pangborn è sempre stato un autore anomalo nel pur variegato universo della sf. Schivo, intimista, è autore per pochi e affascinati lettori. Solo chi riesce a penetrarne le delicate armonie sente il bisogno di approfondirne la conoscenza, ed è per questo che Urania ripropone West of the Sun in una nuova traduzione.
Nato a New York il 25 febbraio 1909, morto il 1° febbraio 1976, Pangborn ha studiato ad Harvard e al conservatorio del New England prima di dedicarsi a tempo pieno alla letteratura. Ha al suo attivo diversi romanzi polizieschi e a sfondo storico. Se la sua carriera di scrittore è iniziata nel 1930, è solo dal '51 - con Il mistero dell'angelo - che comincia a occuparsi di sf. Questo racconto di un contatto con alieni è quel tipo di storia che, sia per i contenuti sia per la scrittura, è da solo sufficiente ad assicurare la fama di uno scrittore.
Il suo primo romanzo è A ovest del sole, nel cui finale è già chiaramente rintracciabile la sua visione del mondo e dei rapporti tra esseri viventi.
Il suo lavoro fa costante riferimento ai grandi temi della vita e della morte, ai misteri dell'esistenza, ai valori personali. Le idee che si trovano nei suoi scritti non sono certo originali - in questo, Pangborn non è certo un innovatore, limitandosi a usare della sf quanto già esiste - ma il suo sforzo continuo è diretto a far sì che lo diventino, e spesso ci riesce.
È considerato delicatamente poetico da alcuni, eccessivamente sofisticato da altri: come al solito, le valutazioni giuste stanno nel mezzo.
Nel 1954 pubblica Pianeti allo specchio, un romanzo di realismo fantascientifico che narra dello scontro tra due marziani per il controllo della mente di un geniale giovane terrestre. Premiato con l'International Fantasy Award nel '55, può apparire oggi datato ma non privo di un suo fascino: si tratta del primo serio tentativo di coniugare la narrativa "normale" con quella di sf.
Il romanzo più famoso di Pangborn rimane comunque Davy l'eretico, con il quale ha dato inizio a un cicloincompleto ambientato nel futuro postatomico. Lo stesso ambiente, ancorché spostato in avanti o all'indietro di parecchi anni, viene infatti ripreso in Il giudizio di Eva, storia simile a quella di Davy ma vista al femminile, e in La compagnia della gloria (1975). Questo ciclo solo vagamente utopico, che parla di un mondo futuro per condannare i mali dia quello presente, ci rimanda la sua visione insieme divertita e tragica della fatica di essere uomini.

Bibliografia

Pianeti allo specchio (Classici Urania n. 38); Dentelungo e altri estranei (Classici 96); Davy l'eretico (Fantacollana 18); Il giudizio di Eva (Galassia 133); La compagnia della gloria (Cosmo argento 61).

Inediti: The Atlanlean Nights Entertainment e Still I Persist in Wondering.

FINE