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Urania - L'autore in appendice
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IAN WATSON

Ian Watson è nato a North Shields, nel Northumberland, il 20 aprile 1943. Comincia a scrivere racconti nel 1969: il primo gli viene pubblicato dalla rivista New Worlds. L'idea centrale della sua narrativa, la cui particolarità è che ogni romanzo è strettamente legato al precedente in quanto tutti vivono, e sviluppano, lo stesso nodo narrativo, le stesse ossessioni, è la convinzione che il mondo occidentale sia avviato verso la distruzione e il collasso societario. Nei suoi saggi ha sovente attaccato molti dei romanzi e degli scrittori moderni di sf, che accusa di essere dei facitori di eleganti ghirigori, indice sicuro di decadenza e di mancanza di idee. Nei suoi scritti si avvale di tutte le recenti acquisizioni delle varie branche della scienza, dalla sociologia alla linguistica, dalla semiologia alla fisica alla teoria delle comunicazioni. Le teorie di Thom, le nuove acquisizioni dei frattali - temi ancora poco digeriti anche dal pubblico specifico della sf - sono di casa nei suoi racconti e romanzi, il che li rende a volte di difficile lettura ancorché siano tutti egualmente provocatori e intellettualmente eccitanti.
Oltre alle moderne acquisizioni della scienza "terrestre", Watson si è anche occupato delle teorizzazioni che concernono la futura colonizzazione del nostro sistema solare, scrivendo fra i primi dei problemi connessi al terraforming nel romanzo "The Martian Inca" (1977).
Del suo lavoro dice: "I miei libri sono tutti centrati sulla relazione tra la realtà e la consapevolezza (tema che ho sperimentato in vari modi occupandomi di linguistica, di speculazione sull'intelligenza dei cetacei, l'evoluzione, i miti legati agli Ufo, ecc.). A intersecare questi temi si trova con frequenza - specie nei primi scritti - un forte puntello sociopolitico a sostenere gli avvenimenti. Considero i miei romanzi e i miei racconti come un programma di ricerca, fatto sotto la forma specifica della narrativa, sulla natura dell'esistenza e della conoscenza".

FINE