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Urania - L'autore in appendice
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HENRY KUTTNER

Henry Kuttner è stato uno di quei prolifici autori, attivi principalmente negli anni Quaranta, che hanno contribuito a dare un notevole impulso alla fantascienza quale oggi la conosciamo. Da solo fino al 1940, poi sempre più frequentemente in coppia con la moglie Catherine L. Moore, ha dato alle stampe decine di racconti che, ancora oggi, rimangono nella mente del lettore quali insuperati esempi di buona SF.
Kuttner, che nella sua lunga carriera farà uso, com'era abituale in quei tempi, di parecchi pseudonimi, era nato a Los Angeles il 7 aprile del 1915. Studi all'università della California del Sud, servizio militare nel corpo medico durante la Seconda guerra mondiale, matrimonio nel 1940, morte il 3 febbraio 1958. Fra queste scarne date, una vita dedicata allo scrivere, che gli valse l'apprezzamento di tutti i colleghi, riassunto in questa frase di Anthony Boucher: "Uno dei più letterati e intelligenti narratori della SF". E la lista poteva essere allungata con aggettivi quali prolifico, versatile, popolare, e così via. Anche se a volte sulle sue storie sembra stendersi la patina del tempo, di tanto in tanto viene riscoperto grazie alla buona volontà di editori e curatori, per rinnovare la gioia degli appassionati. Si pensi per esempio che negli anni Quaranta esisteva una vera e propria "sindrome da Kuttner", tanto che tutti gli esordienti venivano presi per pseudonimi di Kuttner, fatto che coinvolse anche il giovane e già promettente Jack Vance.
La prima storia di Kuttner, un horror nello stile imperante di H.P. Lovecraft, "Ballad of the Gods", apparve nel numero di febbraio 1936 di Weird Tales, seguita da "I ratti del cimitero", che gli conquistò subito un posto di rilievo nel cuore dei lettori. Partito col racconto gotico, passò in seguito a scrivere racconti gialli, western, d'avventura prima di scoprire la fantascienza, genere che non abbandonerà più per tutta la vita, condendola sovente con umorismo e riflessi neri.
Nel 1940, dopo una fitta corrispondenza, conosce Catherine L. Moore e i due si sposano: da allora sono indistinguibili i lavori dell'uno da quelli dell'altra, e si dà sempre per scontato che tutti vadano ascritti alla coppia. In alcune storie si avverte la preponderanza di Kuttner, ma l'amalgama fra i due divenne presto così perfetto da rendere i lavori di coppia perfettamente inattribuibili a uno dei due. Assieme si firmavano Lewis Padgett (Lewis viene da Lewis Carroll, autore a loro molto caro per la sua propensione a trarre conclusioni surreali da fatti concreti) e con quel nome hanno consegnato alla SF un corpus di opere una più divertente e accattivante dell'altra. Come ha segnalato Fritz Leiber, nell'opera di Kuttner-Moore si possono evidenziare tre filoni principali: quello dello scienziato pazzo del futuro, i robot fuori di testa, i bambini meraviglia. Le storie dei robot di Kuttner, che si trovano soprattutto nella serie di Gallegher riunita sotto il titolo I robot non hanno la coda e nel romanzo Il Twonky, sono quanto di più divertente, e di diverso dai robot positivisti di Asimov, sia dato leggere. Anche i telepati di Kuttner della serie dei Calvi (vedi Operazione Apocalisse), sono, per quanto simili a quelli trattati negli stessi anni da van Vogt nel suo Slan, invenzioni a sé stanti, molto meno spettacolari ma più indagati psicologicamente. Insomma, sia per quanto riguarda i robot, sia per quanto concerne i mutanti, temi ormai assimilati dalla SF moderna tanto da apparire "normali" al lettore, Kuttner ha dato un apporto di grande rilievo contribuendo a farne figure di primo piano per questo genere narrativo.
Una delle accuse che sono state fatte a Kuttner è quella di parlare con numerose voci, come fosse una specie di imitatore di tanti altri stili, non avendone uno proprio. In realtà egli aveva il proprio stile, che era appunto fatto di tante sfaccettature filtrate attraverso la sua sensibilità. Il suo contributo alla storia della SF, oltre a quanto già detto, è consistito nella fusione di ironia e ferrea logica che contraddistingue le sue opere migliori. Un risultato che non a tutti gli autori è stato dato raggiungere.
Fra gli autori che hanno sentito fortemente l'influsso di Kuttner ricordiamo il già citato Bloch, il giovane Bradbury, Leigh Brackett e Richard Matheson.
Catherine Lucilie Moore, l'altra metà di Lewis Padgett, è nata il 24 gennaio del 1911 ed è deceduta il 4 aprile del 1987. Impiegata in banca, scrisse a tempo perso un racconto, "Shambleau" (1933), nella vena allora imperante di Edgar Burroughs. La sua è sempre stata una narrativa in bilico tra la fantasy, l'avventura e la SF, scritta con stile piacevole e un po' decadente, che preferisce la creazione di atmosfere liriche all'azione vera e propria, che peraltro non è del tutto assente.
Viene considerata una delle figure femminili importanti della storia della SF, e i suoi scritti sono ritenuti di importanza fondamentale anche dopo l'ondata femminista degli anni Settanta che ha sconvolto tutti i settori letterari portando novità e cambiamenti fondamentali.
Dopo il 1958, anno della morte del marito, non scrisse più SF: si limitò a terminare i lavori che avevano iniziato assieme, anche se continuò a insegnare letteratura e scrittura creativa. Lavorò comunque quale scrittrice per la tv scrivendo sceneggiature per serie poliziesche quali Maverick, Sugarfoot, 77 Sunset Strip finché, nel 1963, non si sposò di nuovo con un facoltoso uomo d'affari.
Da allora fino a oggi la sua importanza è andata crescendo, sono aumentati gli studi sul suo contributo alla SF, anche se a suo tempo aveva dichiarato: "Non scriviamo per l'eternità, scriviamo per il prossimo numero di Amazing o di Weird Tales, che è destinato alla spazzatura appena si è terminato di leggerlo. Scriviamo per i soldi, e le storie che scriviamo non verranno mai più né citate né ricordate". Per fortuna nostra non era vero, e noi possiamo ancora continuare a disquisire, o meglio ancora a divertirci, con le storie che ha scritto da sola o in compagnia di Henry Kuttner, pubblicate non importa sotto quale nom de plume.

Bibliografia

Avvertenza: le opere scritte dopo il 1940 possono essere attribuite quasi tutte alla coppia Henry Kuttner e Catherine L. Moore. È quindi omessa la dicitura "in collaborazione con C.L. Moore".

Romanzi:

1938
Thunder in the Dawn.
The Time Trap (La trappola del tempo; ediz. it. Enciclopedia della Fantascienza n. 5, Fanucci 1980).
1940
When New York Vanished.
A million Years to Conquer.
1941
The Land of Time to Come.
1943
Earth's Last Citadel.
1946
The Fairy Chessment (La scacchiera sterminata; ediz. it. I Romanzi del Cosmo n. 8, Ponzoni 1958; come L'altra realtà in Urania n. 1132).
Valley of the Flame.
The Dark World.
1947
Tomorrow and Tomorrow (Il tumore della Terra; ediz. it. I Romanzi del Cosmo n. 8, Ponzoni 1958).
Lands of Earthquake.
Fury (Furia; ediz. it. Cosmo Oro n. 6, 1972; anche come Gli immortali, I Romanzi del Cosmo n. 10, Ponzoni 1958; in Massimi fantascienza, Mondadori 1991).
Lord of the Storm.
1948
The Mask of Circe (La maschera di Circe; ediz. it. Biblioteca di Fantasy e Horror n. 1, Mondadori 1979).
1949
The Time Axis.
The Portal in the Picture.
1951
We Shall Come Back!
1952
The Well of the Worlds (Il pozzo dei mondi; ediz. it. Urania n. 1161).
1953
Mutant (Operazione Apocalisse, Biblioteca Economica Mondadori n. 31, Mondadori 1955; Classici Urania n. 119 e Massimi fantascienza, Mondadori 1991). Romanzo "ciclico" composto dai racconti The Piper's Son 1945 (Il figlio del pifferaio), Three Blind Mices 1945 (I tre topolini ciechi), The Lion and the Unicom 1945 (Il leone e l'unicorno), Beggars in Velvet 1945 (Mendicanti di lusso), Humpty Dumpty 1953 (id.).

Antologie:

1952
Robots Have No Tails (ed. it. in due volumi: / robot non hanno la coda, Galassia n. 16, Celt 1962; Mr. Gallegher supergenio, Galassia n. 18, Celt 1962; Classici Urania n. 136). Contiene i racconti The Proud Robot 1943 (Il robot vanitoso), Gallegher Plus 1943 (Super-Gallegher), The World Is Mine 1943 (I conquistatori del mondo), Ex machina 1948 (Ex machina), Time Locker 1943 (L'armadio temporale).
1953
Ahead of Time (Il twonky, il tempo e la follia, SFBC n. 41, Celt 1971; in Massimi fantascienza, Mondadori 1991). Contiene i racconti Year Day 1953 (Giorno dell'anno), Pile of Trouble 1948 (L'occhio), Camouflage 1945 (Mimetizzazione), Ghost 1943 (Fantasma), Shock 1943 (Shock), De Profundis 1953 (De Profundis), Vintage Season 1946 (La grande vendemmia), When the Bough Breaks 1944 (Punto di rottura), The Twonky 1942 (Il twonky).
1981
L'arca dell'infinito (in collaborazione con Arthur K. Barnes: I Classici n. 60, Libra 1981). Contiene i racconti Hollywood on the Moon 1938 (Hollywood sulla Luna), The Energy Eaters 1939 (7 divoratori d'energia), The Seven Sleepers 1940 (7 sette dormienti); contiene 5 racconti del solo A.K. Barnes.

Altri racconti:

1936
The Graveyard Ras (I ratti del cimitero, in "Horror", Omnibus Mondadori 1977).
1937
The Salem Horror (La stanza della strega, Orizzonti n. 7, Fanucci 1975), The Black Kiss, in coll. con Robert Bloch (Il bacio nero, in "Il meglio di Weird Tales", Il Picchio 1978). Quest of the Starstone, in coll. con C.L. Moore (La cerca della pietra stellare, Fantacollana n. 42, Nord 1982).
1939
Beyond Annihilation (Al di là dello spazio, Oltre il cielo n. 20, Esse 1958), The Misguided Halo (L'aureola fuorviata, Le grandi storie n. 1, Siad 1980), Cursed Be the City (Sia maledetta la città, Grandi Opere n. 11, Nord 1985).
1940
Beauty and the Beast (La bella e la bestia, in "La scimmia e l'incubo", Siad 1980), Threshold (Oltre la soglia, Robot n. 6, Armenia 1976).
1941
A Gnome There Was (C'era uno gnomo, Le Grandi Storie n. 3, Siad 1981).
1942
Piggy Bank (Salvadanaio, Grandi Opere n. 6, Nord 1980).
1943
Mimsy Were the Borogoves (Tutti smoali erano i borogovi, Pianeta n. 14, Leup 1967; Tutti gli smoali erano borogovi, Fantascienza n. 3, Ciscato 1976; Erano mistrizzi i borogovi, Grandi Opere n. 3, Nord 1978; Erano birbizzi i borogovi, Le Grandi Storie n. 5, Siad 1982). Clash by Night (Scontro nella notte, in "Furia", Cosmo Oro n. 6, Nord 1972; Massimi fantascienza, Mondadori 1991; Conflitto notturno, Le Grandi Storie n. 5, Siad 1982). Open Secret (Un segreto in mostra, I romanzi di Urania n. 65, Mondadori 1954). The Iron Standard (Il sistema ferroso, Le Grandi Storie n. 5, Siad 1982).
1944
The Children Hour (L'ora dei fanciulli, I romanzi del Cosmo n. 59, Ponzoni 1967).
Housing Problem (Il problema degli alloggi, in "La galleria degli spettri", Rizzoli 1978).
1945
What You Need (Ciò che ti serve, Le Grandi Storie n. 7, Siad 1983).
1946
The Dark Angel (Angelo nero, Gulliver n. 6, Conti 1977). Absalom (Absalom, Le Grandi Storie n. 8, Siad 1983).
1947
Exit the Professor (Esce il professore, Le Grandi Storie n. 9, Siad 1984). Way of the Gods (La via degli dei, Grandi Opere n. 9, Nord 1983).
1948
Don't Look Now (Un uomo bene informato, Urania n. 280, Mondadori 1962; Adesso non guardare, Le Grandi Storie n. 10, Siad 1984).
1949
Private Eye (L'occhio privato, Le Grandi Storie n. 11, Siad 1984). The Prisoner in the Skull (Il prigioniero del cranio, Le Grandi Storie n. 11, Siad 1984). Cold War (Guerra fredda, Le Grandi Storie n. 11, Siad 1984).
1951
Android (Quelli fra noi, in "Quasi Umani", Longanesi 1975).
1952
The Ego Machine (Esperimento ecologico, Gamma n. 16, Edizioni dello Scorpione 1967; Grandi Opere n. 6, Nord 1980).
1953
By These Presents (Con questi regali, Galassia n. 221, Celt 1976), Home Is the Hunter (Il trionfo del cacciatore, Galaxy n. 24, Celt 1969; Requiem per un cacciatore, in "Il secondo libro della fantascienza", Einaudi 1961). Or Else (La polizia dello spazio, in "Destinazione Universo", Vallecchi 1957). A Wild Surmise (Una supposizione insensata, in "La forza del sogno", Guanda 1963). Two-Handed Engine (La furia, Fantapocket n. 8, Longanesi 1976).
1958
Across of Centuries (Attraverso i secoli, in "12 mondi", Edizioni dello Scorpione 1966).

FINE